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FINCO PLAUDE AL DECRETO "SALVA IMPRESE SPECIALISTICHE" 02/01/2014
A seguito delle perplessità del Capo dello Stato sul decreto c.d. "Salva Roma", che conteneva, tra gli altri, anche l’emendamento che avrebbe consentito di colmare la vacatio legis relativa agli articoli del Regolamento al Codice dei Contratti Pubblici cassati dal Consiglio di Stato il 26 giugno 2013, il Governo ha ritirato, come noto, tale Decreto per riproporne successivamente i contenuti in due distinti provvedimenti . Se il Governo non avesse ripresentato, in altro veicolo normativo, contenuti almeno parzialmente analoghi per tradurre in norma regolamentare la soluzione auspicata da FINCO e da tutto il fronte associativo delle categorie specialistiche e superspecialistiche al caos innescato dal parere del Consiglio di Stato citato e dal suo recepimento nel DPR dello scorso 30 ottobre, le conseguenze per l'intero sistema degli appalti sarebbero state gravissime.
La continua, ed attenta, azione di monitoraggio e stimolo di FINCO presso il Ministero delle Infrastrutture, l’indiscussa capacità tecnica e politica degli uffici del MIT che si sono ben resi conto delle ricadute economiche ed occupazionali che il vuoto normativo avrebbe creato, hanno condotto ad una soluzione normativa concretizzatasi nel Decreto Legge 30 dicembre 2013, n. 151 recante “Disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalità di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonché a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamità naturali “ (GU Serie Generale n. 304 del 30-12-2013).
Nel prevedere, entro sei mesi, nuove disposizioni regolamentari per gli articoli 107 comma 2, 109 comma 2 e per l’Allegato A del predetto Regolamento, il succitato Dl ha statuito che si continuino ad applicare le regole previgenti all'annullamento disposto dal Consiglio di Stato. E’ stato, dunque, reintrodotto l'obbligo di fare eseguire in subappalto le opere specialistiche a qualificazione obbligatoria allorquando l'impresa principale non sia debitamente qualificata nonché l’obbligo per le imprese generali ad associare in RTI (raggruppamento temporaneo di impresa) i c.d. Superspecialisti oltre particolari limiti di importo delle lavorazioni previste nell'appalto.
FINCO darà subito avvio ai lavori per la definizione dei criteri oggettivi da elaborare in risposta alla previsione normativa con il supporto dei propri Associati e proporrà un nuovo incontro del Tavolo di Coordinamento delle imprese Specialistiche – stimolato e costituitosi lo scorso 13 dicembre - al fine di mantenere il dialogo costruttivo con il Ministero delle Infrastrutture ed elaborare proposte in grado di risolvere le criticità a suo tempo sollevate dal Consiglio di Stato.
Va con l’occasione evidenziato come nel decreto “Destinazione Italia” ( Dl 145\203) sia stato trattato un altro aspetto di grande importanza, da tempo perorato da Finco, relativo alla facoltà della Stazione appaltante di disporre il pagamento diretto dei subappaltatori anche in deroga alle previsioni del Bando, qualora vi sia urgenza nel completamento dell’opera o qualora l’impresa appaltatrice abbia avviato la procedura di concordato preventivo. E’ un primo importante passo verso il traguardo del pagamento diretto generalizzato dei subappaltatori specialistici.
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