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SI E' CONCLUSO OGGI A MILANO IL V CONVEGNO DI NAD 22/06/2013
Si é appena concluso a Milano il V convegno di NAD – Associazione Nazionale Demolitori Italiani, che ha celebrato i dieci anni compiuti dall’associazione e che mirava non solo a sottolineare il percorso svolto dal 2003 ad oggi, ma intendeva anche ribadire il suo importante ruolo a rappresentanza di una categoria che mai come oggi necessita di una chiara identità e di una guida. La giornata ha avuto luogo presso il Grand Visconti Palace Hotel e ha offerto come di consueto, un’importante opportunità di incontro tra gli operatori del settore demolizioni, gli RSPP (Responsabili Servizio Prevenzione e Protezione) ed i rappresentanti delle AUSL. Il Convegno ha visto anche la presenza di alcuni operatori internazionali giunti a Milano per il Convegno annuale EDA – European Demolition Association, svoltosi il 20-21 giugno, evento che ha richiamato a Milano tutti i maggiori operatori europei del settore demolizioni.
NAD ha inteso offrire alle aziende un contributo concreto attraverso la trattazione di quei temi che, alla luce delle trasformazioni in atto nel modo di fare impresa, possono rappresentare uno stimolo a fare sempre meglio e sempre più in linea con quanto il nuovo mercato richiede. Allo stesso tempo NAD ha voluto mantenere aperto il dialogo con gli Enti e gli organi di controllo con i quali quotidianamente gli operatori si confrontano, evidenziando gli sforzi messi in campo per garantire alle aziende un percorso formativo mirato alla qualificazione professionale della categoria.
I lavori si sono aperti con i consueti saluti del Presidente Maurizio Massaia, che ha ripercorso le miles stone dei 10 anni trascorsi. “Oggi siamo qui con una nuova sfida, quella di individuare una strada che ci permetta di affrontare il mercato e di cogliere tutte le opportunità che vorrà offrirci. Certamente il mondo e le regole sono cambiate ed un nuovo importante spazio si apre all’associativismo, incoraggiando le forme di raggruppamento al fine di poter sfruttare al meglio nuove idee di fare impresa.”

“Il mercato immobiliare ci offre dati che ci portano a comprendere le future necessità che speriamo possano realizzarsi rigenerando le aree degradate delle nostre città – afferma la dr.ssa Marina Dragotto di AUDIS – Associazione Aree Urbane Dismesse - Anche alla luce delle ultime novità normative, possiamo cogliere uno spazio operativo interessante”.
“Le attività di smantellamento degli impianti nucleari e la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi sono messe in opera da SOGIN in modo sostenibile, garantendo la piena compatibilità ambientale ed il rispetto dei massimi standard di radioprotezione e sicurezza” - lo afferma il dott. Fabio Chiaravalli - Direttore ambiente, radioprotezione, sicurezza e qualità di SOGIN - “Il decommissioning nucleare, è stato recentemente stimato, produrrà nei prossimi anni 12 mila nuovi posti di lavoro nell’indotto. Si tratta di un’opportunità per le imprese per partecipare, assieme alle 370 aziende che negli ultimi due anni si sono già qualificate, a quella che di fatto è la più grande bonifica ambientale della storia del nostro Paese. Con SOGIN e le imprese impegnate in questo comparto, l’Italia si presenta nel mercato internazionale, in rapido sviluppo con la chiusura di molti impianti nucleari che stanno arrivando alla fine del loro ciclo di vita, in modo autorevole”.
“Si è conclusa ieri la nostra convention dal titolo Il nostro futuro – ci racconta il dott. Josè Blanco di EDA – European Demolition Association – nel corso della quale tutte le maggiori realtà europee della demolizione hanno condiviso idee e strategie per interpretare i nuovi mercati di cui la parola chiave è certamente cambiamento”

“La crisi si batte con l’innovazione e l’innovazione passa anche attraverso la sicurezza sul lavoro – ci spiega l’ing. Fabrizio Lovato – Presidente nazionale Federcoordinatori - Alcuni settori sono stati coinvolti più pesantemente dalla crisi rispetto ad altri: tra questi, il comparto delle costruzioni presenta diversi profili specifici che dovrebbero, a mio avviso, essere attentamente considerati. La forte correlazione del settore delle costruzioni con molti altri comparti dell’economia ne fa, tradizionalmente, un settore volano su cui investire per rilanciare l’economia. Basti pensare che il comparto acquista beni e servizi dall’80% dell’insieme dei settori economici, rivolgendosi quasi esclusivamente a produzione interna”.

“Il progetto formativo di NAD ha origini già nel 2011, quindi prima dell’emanazione dell’accordo Stato Regioni, sulla spinta anche di una richiesta di mercato delle aziende di demolizione volta ad avere una formazione maggiormente “customizzata” e specifica per le attività legate alla demolizione civile e industriale.” Sono le parole dell’ing. Ivan Poroli - Responsabile della Commissione tecnica NAD, che in prima persona segue il progetto di formazione. “A supporto dell’attività formativa inoltre presentiamo oggi una pubblicazione che contiene un elenco di situazioni, azioni, attività, da fare e da non fare relativamente all’uso degli escavatori in tutte le fasi del cantiere”.

“Purtroppo il Marketing si è inaridito e spento in uno sterile tentativo di condizionamento dei bisogni e dei consumi. – spiega il prof. Andrea Farinet – Docente di marketing relazionale e psicologia del consumo Università Cattaneo (LIUC) – Il marketing assieme alla società cosiddetta consumistica, hanno svilito il significato più interiore e più profondo dell’esperienza umana quando intende esprimere condivisione e partecipazioni. Il Socialing vuole, invece, basare il rapporto con i cittadini-consumatori sulla reputazione, l’autenticità e la reciprocità, muovendosi dal presupposto che la centralità di modelli e strategie di business debba integrarsi sempre di più con le fertilizzazioni incrociate (cross fertilization) derivanti da conoscenze afferenti a campi di indagine diversi che includono le scienze sociali, la psicologia economica e l’antropologia culturale. Se il richiamo alla inter-disciplinarietà non costituisce una novità di per sé, il Socialing, inteso come opportunità culturale e paradigma di pensiero, può probabilmente esercitare un’influenza significativa sul nostro modo di lavorare, comunicare e convivere”.

“Lo stato di crisi ha dimostrato la cronica incapacità delle piccole medie imprese – PMI – ad accedere al credito, a confrontarsi con mercati più ampi, nonché l’incapacità a sviluppare la propria capacità tecnico organizzativa – afferma l’avv. Paolo Pettinelli dello Studio legale Pettinelli - Da qui discende la profonda difficoltà delle imprese di mantenere le proprie attuali dimensioni e preservare i propri asset aziendali, intesi, sia come professionalità costruita all’interno della azienda, sia come strutture di impresa. Lo sviluppo delle professionalità interne all’azienda, del knowhow e della crescita del personale deve rappresentare uno dei maggiori investimenti che le PMI, dovranno sviluppare al fine di resistere sul mercato. La risposta in sede europea alle criticità delle PMI viene fornita attraverso la previsione del sistema delle reti anche tra imprese di diverse dimensioni e appartenenti a settori industriali diversificati atte a promuovere una più intensa fertilizzazione incrociata tra settori”.

“Il Banco Popolare è stato fra i primi Istituti bancari ad intuire, alcuni anni or sono, l’importanza che il contratto di Rete avrebbe acquisito per il superamento del gap dimensionale delle PMI italiane, accrescendone nel contempo le potenzialità di innovazione, sviluppo e internazionalizzazione – racconta il dott. Gian Enrico Bertacche dell’ufficio progetti e sviluppo del Banco Popolare - Per questo motivo il primo marzo 2013 abbiamo siglato l’accordo di collaborazione tra Banco Popolare e RetImpresa per lo sviluppo della competitività delle imprese italiane sul mercato nazionale e internazionale”.
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